Approfondimenti
Spesso i gadget personalizzati vengono considerati per ultimi nell’organizzazione di eventi, fiere o manifestazioni, e talvolta non si presta troppa attenzione alle loro potenzialità. In realtà è bene considerare sempre che si mette letteralmente nelle mani del potenziale cliente l’immagine del brand. Se non c’è uno studio dietro dunque è meglio evitare di usare articoli promozionali, perché rischiano di essere non rappresentativi, banali e magari inutili.
Tra i materiali più classici con i quali vengono fabbricati i posacenere promozionali troviamo il vetro (trasparente o colorato), la ceramica o in plastica. Articolo per fumatori d’eccellenza, sempre presente sui tavolini dei bar e spesso anche in casa, che si presta pertanto alla diffusione ad ampio raggio del vostro logo e della vostra immagine. Entrerò successivamente nello specifico, presentandovi alcune tipologie di posacenere personalizzabile che a mio avviso sono maggiormente degne di nota per originalità, qualità, forma. In questo articolo mi soffermerò sull’analisi delle possibilità di personalizzazione, della convenienza di comunicare la vostra immagine su un posacenere, dispensandovi alcuni consigli su cosa stampare e dove stampare un posacenere promozionale.
Ogni anno, un terzo di tutto il cibo prodotto nel mondo viene sprecato. Ciò equivale a 1,3 miliardi di tonnellate secondo i dati della United Nations Food and Agricultural Association, con la previsione di 2,1 miliardi di tonnellate di cibo che sarà gettato via nel 2030. I dati sono allarmanti ma la riduzione dello spreco alimentare è alla portata di tutti ed ognuno di noi può fare qualcosa per migliorare la situazione nella sua routine.
Da sempre la popolazione italiana si divide tra chi ama fare la spesa al supermercato e chi deve farla per necessità ma ne farebbe volentieri a meno.
Dallo scorso marzo invece pare che uscire a comprare beni di prima necessità sia una salvezza per prendere aria e distrarsi, viste le limitazioni a cui siamo tutti obbligati.
Partiamo dunque da casa armati di mascherina, disinfettante per le mani e, talvolta, guanti monouso. Stiamo attenti alla distanza interpersonale, rispettiamo tutte le regole imposte dal punto vendita. Ma ci siamo mai domandati quanti batteri si annidano nelle maniglie dei carrelli o dei cestini, passati ripetutamente di mano in mano?